Federico Vincenzi, un lettore ci scrive
Un nostro amico e lettore, l’avvocato e scrittore bresciano Federico Vincenzi, ha avuto nei giorni scorsi una chiacchierata con Francesco Corbetta, candidato nella lista civica “Francesco Onofri Sindaco” alle prossime amministrative di Brescia del 13 e 14 aprile 2008. Vincenzi ha deciso di mettere per iscritto parte di quella chiacchierata: ne è uscito un testo ironico e divertente, che tuttavia affronta con cognizione di causa alcune sfide che attendono la città di Brescia nei prossimi cinque anni. Ringraziamo l’avv. Federico Vincenzi per averci permesso di pubblicare il suo scritto:
“Oggi ho parlato con quel vigliaccone di Francesco Corbetta. Vigliaccone? Eccierto, perchè non mi si filava da un sacco di tempo, e ora che ci sono le elezioni mi chiama. Beh, ha la stoffa del politico, ma ho deciso di prendere un caffè con lui ugualmente, sia perchè è mio amico, sia perchè è uno che mette in pratica le idee, senza lasciar che volino via dopo la campagna elettorale. E abbiam parlato di come la città non funziona e di come, nei suoi e nei sogni di tutti noi, dovrebbe funzionare. Dal nostro caffè, non corretto ma solo macchiato, è emersa qualche ideuzza carina. Ve le propongo, e che ne sopravviva anche solo una, ma che sia la più meritevole.
LE PISTE CICLABILI
Non so se mi avete mai visto, sono quel pazzo che gira con un tandem e tre seggiolini per bambini per le vie del centro e non solo. Le piste ciclabili le conosco abbastanza per dire che fanno pietà: sono una striscia di vernice gialla per terra, nulla di più. E se si creasse una sorta di AUTORITY comunale per le piste ciclabili, un referente da contattare per segnalare varie disfunzioni (referente ovviamente dotato di poteri di rimedio ed iniziativa). E magari spariranno quelle piste ciclabili misto autobus, o quelle che non hanno lo scivolo ma uno scalino per scendere dal marciapiedi, o quelle invase da auto in sosta, o quelle che improvvisamente, all’imbocco di un incrocio pericoloso, svaniscono…
I PARCHI
Che bello andar al parco a correre la sera: c’è un campetto da calcio, magari si prende il pallone e si fanno due tiri (mica si deve sempre affittare un campo). Peccato però che ci sia buio, e non si riesca a vedere la palla. Idea: metter dei lampioni a gettone, magari da uno o due euro per una decina di minuti. Con due spiccioli io e mio fratello possiamo fare due tiri, e il parco viene illuminato. Oggi non si può, o giochi al buio o esci alle tre dal lavoro.
GLI UBRIACHI DELLA SERA
Si potrebbe istituire una nuova linea urbana, la 186 (dall’articolo del codice della strada che punisce la guida in stato di ebbrezza) che passa dai principali locali e punti di ritrovo la sera fino a tarda notte. Poi si potrebbe studiare una convenzione con cooperative del tipo di quelle che operano nei paesi nordici (dove la cooperativa manda un operatore con motorino pieghevole a prelevare gli ubriachi, li porta a casa con la loro vettura mettendo il motorino pieghevole nel baule, e poi riprende il suo ciclomotore e torna alla base).
NEGOZI PIU’ BELLI
Mi vien male ogni volta che entro a Brescia da Via Milano. Ma non sarebbe il caso di dare una pulita ai negozi? A prescindere da razza e nazionalità di chi li gestisce (a proposito, il TULPS vieta di tener aperti negozi che non hanno insegna e scritte in italiano), si dovrebbero imporre degli standard di qualità nelle insegne e nelle vetrine. L’estetica è una bella cosa, allieta gli animi, e non è poco.
I PARCHEGGI NON CI SONO E LE MULTE FIOCCANO
A Brescia non nevica da tempo, ma fioccano multe. Perchè non si ritiene la zona blu come un parcheggio a pagamento e, per chi lascia la macchina oltre l’orario pagato, si commina una multa pari all’importo da pagare fino alle 19.00 dello stesso giorno, e non 36 euro come oggi accade
TUTTI HANNO PAURA, LE WEB CAM LIVE APPLET
Andate su google, scrivete liveapplet, e vedrete che ci sono migliaia di telecamere sulle strade. Le circoscrizioni potrebbero adottare questo sistema, dando visibilità mediante il sito alle telecamere che tutti potrebbero visitare, manovrare, addirittura scattando foto. Ne guadagnerebbe, anche grazie alla sindrome da Grande Fratello (di orwelliana memoria…) la sicurezza pubblica.
GLI ANZIANI A CASA LORO
Si potrebbe, e chiudo, creare un convitto a mosaico, dove convivono in appartamenti attigui giovani universitari e vecchietti simpatici. I primi otterrebbero qualche agevolazione nel pagare l’affitto, in cambio dovrebbero dare una mano (spesa, compagnia ecc…) ai nonni che si troverebbero come vicini”.
1 Aprile 2008 alle 1:15 am
Interessante il discorso riguardo i lampioni a gettone, ottimo quello riguardante la linea 186 ma mi chiedo: NON BASTEREBBE FAR FUNZIONARE I MEZZI PUBBLICI IN MODO MIGLIORE? (questo per i paesi nordici è alla base).
Allo stesso tempo molto male la questione telecamere: ognuno potrebbe monitorare e seguire gli spostamenti di qualunque altro cittadino in una sorta di THE TRUMAN SHOW in salsa “pulenta e usei”, basterebbe davvero poco più che un computer da qualche centinaio d’euro: TROPPO POCO!
1 Aprile 2008 alle 1:21 am
belle queste idee, non batano per risolver ei problemi della città. sono un segnale. mi piace l’idea di fare campi illuminati agettone, nei perchi ci sarebbe semre gente e non ci sarebbe la soccciatura del buoi e della prenotazione
buona anche l’idea dell’authority dell piste ciclabili che possa decidere e intervenire per continuare a migliorare il servizio
vincenzi presidente
1 Aprile 2008 alle 2:52 am
mi piace l’idea degli anziani che rimangono a casa loro e che tutto intorno si organizza qualcosa, vi rendete contoche se non ci fossero le badanti i nostri anziani sarebbero tutti alla casa di riposo
1 Aprile 2008 alle 4:01 am
la linea dell’autobus che gira a raccattare gli ubriachi mi convince poco, sarebbe forse meglio che il comune con una convenzione stabilisca che i taxisti per ogni corsa notturna del venerdì e del sabato si facciano pagare un prezzo simbolico. se sono ubriaco in giro e non mi sento di usare la macchina chiamo il taxi e quello arriva e mi porta in qualsiasi posto in città a pochi euro potrebbe funzionare
1 Aprile 2008 alle 6:32 am
basta insegna solo in arabo e poi alcune sono davvero pacchiane, per carità basterebbe che il comune ci mettesse il naso non c’è bisogno di fare la guerra ai negozi stranieri per le insegne ma un pò di regole ci vogliono le macellerie islamiche se non vedi il macellaio non capisci cosa sono
1 Aprile 2008 alle 7:55 am
Complimenti all’avv. Vincenzi.
In particolare il discorso piste ciclabili è molto importante. Io vado a lavoro in bicicletta tutti i giorni (e spesso mi trovo di fronte un avvocato con la cravatta della Juventus in sella ad un tandem con tre seggiolini) e mi sento di confermare che le piste ciclabili ad oggi mantengono uno standard tutto sommato vomitevole. Ritengo però che un ulteriore indice di insicurezza per i ciclisti del centro sia questo disumano flusso di autobus superinquinanti. In attesa della metro (nostra unica salvezza) ritengo auspicabile un intervento anche su questo punto. Non sono sempre e solo le automobili dei bresciani a dare fastidio.
1 Aprile 2008 alle 8:00 am
Propongo pene corporali per vigili urbani e ausiliari del traffico.
Chi è con me dica sì.
Ono FREE!
1 Aprile 2008 alle 8:02 am
Bravo! Giusto!
Proporrei per prima cosa la radiazione dal corpo dei vigili urbani per tutti gli agenti sovrappeso e la cancellazione dal pianeta di tutti gli ausiliari del traffico.
Francesco aiutaci tu…
1 Aprile 2008 alle 10:50 am
@FarFallo alato
tutto sommato il vigile ciccione non lo radierei, radierei quelli con i capelli lunghi e i gioielli: il vigile madonnina, quello con mille collane e 3 anelli, ecco quello lo radierei, il ciccione no! quello me lo tengo, è bello vedere un vigile ciccio con il fascione bianco e la scatoletta di pelle alla cintura che sembra minuscola.
1 Aprile 2008 alle 11:13 am
Ciao Vincio, grazie per il l’intervento che ci hai regalato. Come già ti ho detto le tue idee sono very good, certo non risolvono tutti i problemi di Brescia in un colpo solo, però indicano un modo che mi piace.
Vabbè, dopo questo bel giretto di parole da vigliaccone andrei sul concreto e mi impegno con te a sostenere et nunc, et semper, l’istituzione dell’Authority delle piste ciclabili e magari anche il registro comunale delle biclette che ti incide una matricola sulla bici e almeno i vigili possono controllare e forse i furti calano.
Se rubo una bici con matricola e so che ha la matricola e so che il proprietario ha denunciato il furto ai pulismani, temo che i pulismani mi controllino la bici e non la uso e se non la uso non la rubo.
Vincio ti immagini un processo per possesso di bicicletta da guerra con matricola abrasa?
1 Aprile 2008 alle 2:22 pm
Bella l’idea di far vivere fianco a fianco giovani e anziani !E perchè non pensare all’utilizzo della Caserma Papa ormai in degrado ma con spazi incredibilmente utili?
1 Aprile 2008 alle 7:51 pm
A proposito della bicimobilità sia consentito l’intervento di uno che ritiene di aver accumulato una certa esperienza in materia.
Ritengo che il maggior ostacolo alla diffusione della bicicletta per l’uso corrente della circolazione in città e del pendolarismo a corto raggio sia il deficit di sicurezza dei mezzi attualmente disponibili sul mercato, includendo in questo termine anche la difesa contro le intemperie.
Quando si affronta questo problema con i tecnici della mobilità e con gli ecologisti la conclusione è che esso si risolve “con le piste ciclabili”. Il problema, in sostanza, viene semplicisticamente esorcizzato in quanto è del tutto evidente che per essere veramente di aiuto alla mobilità sostenibile le piste ciclabili devono costituire una rete capillare nel tessuto delle città ed è purtroppo ormai un’ utopia che si possano raggiungere in Italia gli standard urbanistici e sociali di Amsterdam entro tempi ragionevoli. Quel pochissimo che si è stato fatto o che si prevede di fare da noi ha soli scopi elettorali e serve a malapena a portare a spasso i bambini ed i cani.
Per un impiego sicuro e diffuso della bici, non solo per diporto ma anche per lavoro, l’errore, a mio parere, è di attendere che il sistema viario si adatti a biciclette standard non studiate specificamente per essere affidabili sul piano della sicurezza. Il requisito della sicurezza, poi, non può essere ignorato neppure sulle stesse piste ciclabili dove sono minori ma non inesistenti i pericoli di incidenti e dove il rischio, inteso in senso stretto, non è strutturalmente inferiore al rischio esistente sul percorso promiscuo.
Sono dell’ opinione che sia il mezzo a doversi adattare alla gran parte della struttura viaria e ho la convinzione che sia possibile disegnare un mezzo sicuro sia “intrinsecamente” sia in relazione all’ “habitat” nel quale deve operare.
Non voglio addentrarmi in particolari tecnici ma mi sembra evidente che i principali problemi da risolvere, in ordine di difficoltà siano la stabilità, la difesa contro l’attacco dei mezzi motorizzati e la protezione individuale anche contro le intemperie.
Ho messo al primo posto la stabilità (in corsa e, soprattutto all’arresto) in quanto la circolazione su percorso promiscuo impone frequenti “stop and go” ed è proprio in quelle circostanze che si corrono i maggiori pericoli.
Interviene qui il concetto della sicurezza intrinseca in quanto la stabilità deve essere garantita dal mezzo e non dagli arti di chi lo usa. Il tenere basso il baricentro e curare l’ergonomia aiuta molto ma occorre anche un “puntello” che sostituisca le gambe del ciclista.
La stabilità aiuta molto a ridurre le conseguenze dei contatti con gli altri veicoli ma serve anche una prevenzione attiva di questi contatti tramite, soprattutto, una adeguata fanaleria la quale, a sua volta, richiede una alimentazione per la quale non è sufficiente l’energia prodotta dalla pedalata.
La protezione individuale implica non solo l’ uso del casco ma anche di indumenti che consentano l’uso dell’abbigliamento normale una volta arrivati a destinazione. Questo è un problema che esula forse dalla esperienza dei fabbricanti di biciclette ma che non deve essere trascurato soprattutto per l’utenza femminile.
Non ho messo tra i problemi principali quello della “trazione” in quanto ritengo che la pedalata assistita elettricamente abbia raggiunto un livello di sviluppo sufficiente là dove occorra ad integrare la leggerezza strutturale del veicolo e la efficienza degli organi meccanici.
Ho fatto solo un accenno all’ergonomia in quanto ritengo che su questo tema i progettisti abbiano tutte le capacità per lavorare insieme ai fisiatri e disegnare sistemi di pratico uso per conformare il mezzo alle caratteristiche fisiche degli utenti.
Esiste poi un insieme non trascurabile di altri problemi come quello del parcheggio, della difesa contro i furti, del ricovero degli indumenti protettivi, del trasporto degli oggetti ed eventualmente dei bambini………..Senza considerare i problemi di carattere generale: i costi di ricerca, di progettazione, dei prototipi, di sperimentazione in campo, di industrializzazione e di produzione, di lancio della novità…..
Tenuto conto di quanto sopra, un contributo fattivo alla bicimobilità da parte della amministrazione comunale a Brescia dovrebbe essere la sponsorizzazione di un progetto innovativo di bici sicura da sviluppare preferibilmente con una azienda o con un gruppo di aziende bresciane tenendo fuori dalla porta qualsiasi tentazione di partnership palese od occulta.
Questo è un campo in cui la collaborazione disinteressata di cittadini competenti, secondo lo spirito della Lista Onofri, può dare molti risultati.
1 Aprile 2008 alle 11:12 pm
non condivido l’idea dei parcheggi e le multe, lascerei tutte le auto che arrivano da fuori. Parcheggi e navette per il centro storico, come a bologna o altre realtà.
per il resto bell intervento, continuate cosi
1 Aprile 2008 alle 11:26 pm
e per via veneto e il traffico che si fa?
sono indeciso se stare a casa o votare qlc lista minore, voi siete gli unici sul web..che proponete?
2 Aprile 2008 alle 3:34 am
Perdonate l’intrusione, ma il lampione a gettone mi pare una idea bislacca (per usare termini eleganti e desueti).
Girare, per esempio, al Parco Gallo la mattina permette di effettuare studi di marketing sulle siringhe (oltre che sulle birre, visto quante bottiglie restano in giro), e non basta illuminare 10 o 20 minuti ogni sera il parco per cancellare il problema.
I parchi dovrebbero essere sempre illuminati, ma non per permettere la partitella di pallone. Dovrebbero essere illuminati per essere continuamente controllati e mantenuti funzionali e sicuri.
2 Aprile 2008 alle 5:48 am
Caro Francesco il tuo programma è interessante ma manca l’omaggio che da tempo Brescia dovrebbe tributare al Capro.
2 Aprile 2008 alle 12:35 pm
francesco onofri
2 Aprile 2008 alle 11:50 pm
ho visto la sede del centro e ho letto le cose sui giornali non so come votare io ho sempre votato berlusconi e adesso non ho voglia di votare onofri mi sembra una brava persona ma è vero che può fare il sindaco una persona che non ha mai fatto poilitica, quello spaventa un pò le persone perchè i politici sono visti male però si sa che hanno esperienza e l’esperienza serve anche se voi dite che è meglio essere cittadini che la politica e i partiti non la frequentano. bho!
3 Aprile 2008 alle 1:08 am
il lampion a getone non mi sembra male perchè se non si può illuminare sempre almeno si illumina ogni tanto e poi se qulc arriva magari accende e gli altri che hanno strane intenzioni non stanno in un posto in cui sannoa che può acendersi la luce
3 Aprile 2008 alle 1:39 am
Rispondo a romano che mi pare indeciso se votare per Francesco. La lista si dichiara nelle idee e nel metedo apartitica e non apolitica. Non credo che non aver mai fatto politica attiva sia da considerarsi solamente uno svantaggio: potranno esserci situazioni (poche!) in cui la malizia legata all’abitudine di fare compromessi ed inciuci forse può penalizzare, ma la possibilità di governare la città con competenza e liberi dagli schemi dei partiti è garanzia di trasparenza e serietà!
Se poi devo fare un riferimento a Berlusconi, mi sembra che lo stesso quando “scese in campo” non avesse mai fatto politica e di questo si vantava!
3 Aprile 2008 alle 3:48 am
vabbè arenghi il discorso di berlusconi inesperto al primo mandato è vero, non ce neinete da dire, continuerò a leggere le vostre idee poi deciderò ciao
4 Aprile 2008 alle 4:33 am
A questo punto i passi facciamoli tutti…
illuminazione a Led e alimentazione elettrica non più solo da ASM ma anche da installazione di fotovoltaico sui tetti degli edifici comunali moderni (non la Loggia, ovviamente….)
e magari imitare Provaglio (installazione a spese del comune in cambio dell’energia prodotta) per incentivare anche le famiglie e i condomini a fare altrettanto.
7 Aprile 2008 alle 1:34 am
Federico Vincenzi è da sempre una miniera di idee e di iniziative ed è anche da sempre in grado di riconosce i vigliacconi a lunga distanza. Quindici anni fa accusò anche me di esserlo. Asseriva che la nostra reciproca frequentazione fosse motivata dall’interesse che io nutrivo per una sua amica. Chiaramente aveva ragione.
Insomma, passano gli anni ma le doti si conservano, quindi cerchiamo di sfruttare al massimo le menti pensanti che gravitano intorno al nostro gruppo.
Tra l’altro, per la rubrica “forse non tutti sanno che”, la questione sicurezza sulla bicicletta interessa particolarmente al nostro candidato sindaco, che circa 4 anni fa è stato investito da un’auto mentre biciclettava a Brescia 2 (aveva riportato anche alcune lesioni).
Infine dichiaro di appoggiare appieno la proposta di Bolla per il tributo al Capro.
30 Settembre 2008 alle 1:15 pm
brutto
30 Settembre 2008 alle 1:18 pm
carino
30 Settembre 2008 alle 1:19 pm
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